un libro scritto tra mille insidie

Compendio_SantaPaolina_coverf

  La copertina del libro, è stata realizzata mettendo insieme una foto panoramica scattata dalla rocca della Petrarola, sullo sfondo si vede Montefusco; gli elementi decorativi provengono da alcune pergamene sofiane, mentre lo sfondo è costituito da una pergamena veginiana, in cui si evince che, in questa terra nel 1410, ancora veniva usato il diritto Longobardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 – Come è nata l’idea di scrivere questo libro?

Il libro faceva parte di una lunga serie di iniziative promosse dalla Confraternita del SS.mo Rosario di Santa Paolina; che, in previsione delle celebrazioni del IV° centenario dalla fondazione (1613 – 2013) si fece promotrice dell’iniziativa e contribuì a spalancare gli archivi della Parrocchia. Tuttavia un grande merito per la sua disponibilità e la fiducia, va riconosciuto al Sac. Don Vital, di origine congolese.  Così, intorno ai primi giorni di marzo del 2012, si cominciò a parlare seriamente di questa difficile iniziativa culturale. E, dopo i vari tira e molla, e qualche ripensamento del priore Felice Gnerre, il libro divenne cosa concreta dopo aver ottenuto l’assenso a procedere di Monsignor Vincenzo Capozzi, in qualità di Coordinatore delle Confraternite dell’Arcidiocesi Metropolita di Benevento. Isacco Luongo fu individuato come autore perché già si occupava dei comunicati stampa della Confraternita, chiaramente, non vi furono concorrenti e, quando partì la ricerca nessuno in paese volle calarsi nella difficile e puntigliosa ricerca del passato. Così, l’unico vero riferimento storico del paese, era il libro scritto nel 1971 dal Sac. Michele Musto. Però, dalla sua stesura,  sono passati almeno quarant’anni, e nessuno in paese ha mai scritto altre opere che si affiancassero a quella del parroco-scrittore che visse la sua giovinezza negli anni ’30 del XX° secolo.
Per quali motivazioni fu affidato ad Isacco Luongo l’incarico di rinnovare il patrimonio culturale del paese, attraverso questo libro?

Isacco, è una persona impegnata nel campo sociale da diversi anni, si occupa di pratiche sindacali e cura personalmente, convegni, conferenze-stampa, e poi si occupa di contenziosi-disciplinari, nell’ambito dell’amministrazione che lo vede impiegato. Risulta essere Vice-Segretario Provinciale di una sigla sindacale. Poi c’è da dire che il suo attivismo nel settore culturale gli ha creato alcune incomprensioni in paese. Infatti proprio lo stesso Isacco ideò in paese svariati circoli culturali alternativi, come: il Circolo Meridiana dedicato a Don Milani; il Centro Studi Pace é Libertà. E poi, sempre lo stesso Isacco lo troviamo candidato già nell’anno 2009, in una lista elettorale, per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Questa stessa fu formata dall’associazione culturale liberale – Merito è Libertà – che opera già da molti anni sul territorio dell’Irpinia.     

Vi furono delle difficoltà? Ci furono persone o enti che osteggiarono la stesura del libro?

Purtroppo lo scrittore, venne ostacolato, e si vide costretto a difendersi sul piano legale, perché venne raggiunto da, ben due inchieste disciplinari che piombarono proprio nel momento più delicato della ricerca storica. – Il dirigente dell’ente pubblico nel quale risulta impiegato lo stesso Isacco Luongo, fu forse l’ostacolo più grave, perché quelle due indagini richiedevano una discolpa immediata, ma nemmeno queste furono considerate, e così l’autore più volte ebbe da preoccuparsi dei vari contenziosi di carattere amministrativo. Tuttavia il T.A.R. di Napoli recentemente  ha riconosciuto in due sentenze che, l’autore era estraneo ai fatti contestati, e addirittura dagli atti della magistratura si evince una ferma “CONDANNA” per quel dirigente, e questa stessa “CONDANNA” fu ottenuta per ben due volte, con addebito delle spese legali a carico dello stesso ente che aveva ingiustamente incolpato lo scrittore. Però l’autore, malgrado l’esito favorevole delle due sentenze, nettamente a suo vantaggio, si è visto costretto a dover gestire, un abuso di potere reiterato posto in essere dal proprio datore di lavoro, e tutto questo, unito ad altre situazioni di carattere personale e familiare hanno pesato tantissimo sulla quantità di tempo da dedicare alla stesura del libro. A questo bisogna aggiungere che, il sindaco di Santa Paolina, Angelina Spinelli che si ispira alle idee post-comuniste di Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola; – inspiegabilmente –, chiuse le porte dell’archivio comunale e vietò l’accesso all’autore, così il 6 giugno del 2012 (proprio il giorno del martirio di Santa Paolina) – l’autore che voleva solo promuovere con l’appoggio del Ente Comune tale attività culturale; si vide costretto a: – scrivere a S. E. il Prefetto di Avellino. – In questo modo ottenne alcune fonti dall’uff. tecnico che, si rivelò disponibile. Ma, da parte del sindaco Angelina Spinelli, rimase un clima di chiusura totale. Menomale che, tanti, tantissimi Archivi che, l’autore ha visitato, hanno permesso una buona fruizione di servizi, con prezzi molto contenuti. Si evidenziano anche dei casi nei quali, gli archivi non chiedevano costi aggiuntivi e, non frapponevano ostacoli burocratici. – Diversamente – da questi invece, operò la Biblioteca di Montevergine che divenne un ulteriore ostacolo. E questo, fu posto in essere, proprio da alcuni amministratori della Biblioteca Statale di Montevergine. Costoro, con la loro procedura interna (del tutto anomala) causavano l’esborso di compensi sproporzionati, che sembravano dei veri e propri raggiri, se confrontati a tutti gli altri Archivi o Biblioteche.  Ovviamente la Biblioteca di Montevergine, agiva (come dicevano gli impiegati) a norma di legge, però questa legge l’autore l’ha scoperta solo a Montevergine; e poi dall’analisi delle fonti, si è compreso perfettamente i veri motivi che avevano, di sottrarre le loro pergamene dall’occhio degli studiosi. Sembrerebbe che, l’occultamento della verità, sia l’unica ragione palese che avevano per nascondere quei pesanti sospetti di falsificazione che si vedono operati su queste fonti custodite nei loro archivi. Ma queste carte alterate e questi misfatti, risultano ben documentati, nel libro Compendio S. Paolina. Un ostacolo minore è stato posto in essere da P. Antonio Salvatore del Convento di S. Egidio e, dai suoi collaboratori che, per motivi puramente campanilistici, hanno impedito anche loro l’accesso agli atti presenti nei loro Archivi locali. E nonostante tutti questi impedimenti e queste difficoltà, nulla hanno potuto fare, per fermare la pubblicazione di COMPENDIO SANTA PAOLINA (Madre-Civitas Montefuscoli) – Perché la ricerca della verità nei fatti storici, è come un fiume in piena che, seppur fermato riesce comunque a scavalcare questi miserevoli muri della vergogna.

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